Pedoni vittime della strada: -55%

Complice il consistente calo della circolazione e dei sinistri, nel 2020 i pedoni vittime della strada sono stati il 55 per cento in meno rispetto all'anno prima: 240 di cui 150 uomini e 90 donne, 196 italiani e 44 stranieri (l'anno nero era stato il 2002, prima dell'introduzione della patente a punti, con 1.226 morti). Sono i dati provvisori raccolti dall'Osservatorio Pedoni dell'Asaps, l'Associazione sostenitori della Polizia stradale.

Gennaio il mese con il più alto numero di decessi, 46, aprile, quindi in pieno lockdown, quello con il valore più basso, cinque. Nove pedoni avevano meno di 18 anni (il più piccolo solo un anno), 115 tra 18 e 64, 68 tra 65 e 80, 47 erano ultraottantenni. In 16 casi l'investitore era ubriaco, in sette sotto l'effetto di droghe, in 33 è fuggito senza prestare soccorso.

La regione più a rischio per i pedoni è il Lazio, con 30 decessi di cui 14 solo a Roma; seguono Lombardia (28, di cui 6 a Milano), Campania (22), Sicilia (19), Piemonte (18) Emilia-Romagna (16), Toscana e Veneto (15). In coda la Basilicata con due deceduti, la provincia autonoma di Trento con uno e la Valle d'Aosta senza vittime.

Nonostante i numeri in calo, l'Asaps lamenta "l'assenza di nuove norme sulla causa principale dei sinistri con pedoni, come quella della distrazione dall'uso del cellulare alla guida. In Italia le strisce pedonali non sono luogo 'sacro' in materia di sicurezza stradale come in tutti gli Stati europei, e ci domandiamo quando sarà possibile sanzionare in automatico con telecamere ed agenti la mancata precedenza sugli attraversamenti pedonali, una sorta di pedovelox".

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