Auto autonome, nel mondo sempre più
nuove super-alleanze tecnologiche

Accelera la fase di consolidamento tra i principali costruttori di auto a livello globale e i giganti della tecnologia, un legame sempre più essenziale che porterà ad una fase ancora più avanzata dei servizi di mobilità a guida autonoma, in un futuro ormai alle porte. Un concetto espresso nell'ultimo accordo tra Toyota e Softbank, rispettivamente la prima casa auto giapponese e l'operatore di telecomunicazioni, e nuovo gigante mondiale degli investimenti nella ricerca scientifica, firmatari di un patto chiamato "United Japan", con l'obiettivo di posizionarsi in prima fila in una gara che si farà sempre più agguerrita.

L'operazione usufruirà di un capitale iniziale di 2 miliardi di yen, l'equivalente di 15 milioni di euro, un importo che verrà quintuplicato nel giro di pochi anni. In base a quanto concordato Softbank controllerà il 50,25 per cento della joint venture, a cui è stato dato il nome di Monet Technologies, e Toyota avrà il 49,75 per cento. Le due aziende puntano a introdurre veicoli senza guidatore capaci di consegnare pasti, oltre a servizi autonomi per svolgere mansioni di distribuzione nelle strutture ospedaliere, prima in Giappone e poi nel resto del mondo, in tempo per le Olimpiadi di Tokyo nel 2020.

L'accordo tra Toyota e Softbank segue la recente alleanza tra General Motors e Honda, con un collocamento di 2,75 miliardi di dollari del costruttore giapponese in Cruise, la divisone di auto senza guidatore di Gm in cui la stessa Softbank ha investito lo scorso giugno. Altre intese riguardano la Bmw con Fiat Chrysler, Intel col produttore di software Mobileye, e la Daimler assieme al fornitore Bosch, per l'evoluzione dei taxi senza guidatore.



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