Dieci anni di Doc: il presidente Guidi
guarda al futuro con ottimismo

Apre e chiude la serata, Fabrizio Guidi, com'è giusto nella sua veste di presidente Doc. E al bravo presentatore, bravo davvero, tocca solo la parte che gli è stata assegnata. Il decennale del consorzio, che negli spazi del Polo Fiere Lucca comincia con un ricchissimo aperitivo e prosegue con una cena inframmezzata da pochi, incisivi, interventi, è la festa di chi si riconosce in Doc: perché lavora 'dentro' il consorzio, e infatti c'è lo staff al completo, il direttore Leo Mollica e l'amministrativa, i promoter e i logistici; perché lavora 'con' il consorzio, e infatti c'è un alto numero di carrozzerie e officine clienti; perché lavora 'per' il consorzio, e infatti ci sono i magazzinieri e i responsabili service e post vendita delle concessionarie socie.

Ascoltare il presidente Guidi riassumere dieci anni di Doc - 16 concessionari, 3 furgoni e 3 logistici, un promoter, un capoconsorzio al servizio della sola provincia di Pistoia nell'aprile 2009; 41 concessionari, 10 furgoni e logistici, 3 promoter, un'impiegata e un capoconsorzio oggi al servizio anche delle province di Lucca, Massa Carrara e La Spezia - è come leggere un libro di cui sono stati scritti solo i primi capitoli. Il resto della storia sono pagine piene di appunti, abbozzi di progetti che aspettano di vedere la luce. Ne accenna lo stesso Guidi durante l'intervista raccolta a fine serata.

Sta per calare il sipario su una serata lunga e impegnativa ma vedo i tavoli ancora pieni. I suoi uomini sono tutti qui…
I miei uomini… nel senso degli affezionati del consorzio. Hanno risposto bene, più di quello che ci aspettavamo, siamo molto contenti. È senz'altro un atto di fiducia, un incoraggiamento a lavorare sempre meglio per servirli sempre meglio.
Nel corso dell'anno avremo tante proposte da fare agli autoriparatori clienti, altri momenti dove andremo sul concreto, su come li possiamo aiutare, su come possiamo collaborare maggiormente insieme, è un anno ancora lungo.
L'evento di questa sera è la conclusione che ci doveva essere, una sintesi di dieci anni di attività, e mi sembra che la risposta e l'interesse ci siano stati. Tutto il consiglio di amministrazione, i nostri ragazzi che ogni giorno salgono sull'auto o sul furgone e li vanno a trovare si meritano la soddisfazione di una serata come questa.

Chi non ha partecipato che cosa si è perso?
Secondo me si è perso una proposta che, come le altre cose che facciamo tutti i giorni, abbiamo fatto con passione. Ci faceva piacere festeggiare insieme a loro, ai nostri clienti, sono loro che in questi anni ci hanno confortato aderendo alle nostre iniziative, dando fiato alle nostre proposte per l'utilizzo del ricambio originale che è la massima qualità esprimibile dal punto di vista della riparazione.
Chi non c'era si è perso una serata tra amici, tra gente che vive la stessa passione per questo lavoro, ma avrà altri momenti per recuperare.
Se l'altra volta eravamo 300 e oggi siamo 650, la prossima sappiamo già che saremo di più. Ci sarà sempre un'altra volta.

Siamo davanti al simbolo del consorzio Toscana Liguria ma lei è anche presidente di AsConAuto. Due giacche pesanti?
Ho abbastanza fisico per reggerle tutte e due.

Ha senso preservare i 'campanili'? Ogni consorzio con la sua peculiarità ma tutti dentro AsConAuto?
Ognuno con i contributi che può dare. È come il discorso dei concessionari: il mondo dell'auto sta cambiando, la vendita dell'auto sta cambiando, sembra sempre più in rete, ma se non c'è il presidio del territorio, se non c'è la realtà che tesse i rapporti, crea sinergie, crea fiducia, si mette a disposizione del cliente per accompagnarlo in un percorso di scelta della macchina o della riparazione quando la macchina non funziona o deve fare manutenzione? Non si salta questo passaggio. E questo passaggio ha un'espressione nei service ufficiali di marca e un'espressione anche nella diffusione di una rete di autoriparatori di assoluta qualità.
Su questo punto, tra l'altro, noi abbiamo un progetto in corso e più avanti faremo una proposta agli autoriparatori perché vorremmo che fossero più legati ad AsConAuto attraverso una rete legata decisamente ad AsConAuto. Una rete AsConAuto dell'autoriparazione. Ci sarà di che parlare.

Intanto ci sarà Service Day l'8 e 9 novembre a Brescia…
Il successo dell'altro anno va assolutamente stracciato. Siamo sicuri che quest'anno i numeri saranno molto diversi, ma l'autoriparatore che verrà deve essere convinto di trovare un ambiente che lo accompagnerà ad affrontare le scelte che lo aspettano.
Non sarà un futuro facile per il mondo dell'autoriparazione. Non è un problema di endotermico, di elettrico o di ibrido, sono passaggi normali e avverranno nei tempi in cui devono avvenire. Credo ci siano alcune sfide da raccogliere: per noi la prima è la sfida della qualità. I clienti si tengono se la qualità è elevata, si tengono se l'autoriparatore si convince che ha diritto di essere trattato bene, che né le assicurazioni, né le flotte possono chiedere sconti per cercare di risparmiare sulla riparazione.
I progetti in ballo sono tanti e sono importanti, noi abbiamo le idee per portarli avanti, crediamo che i riparatori possano rappresentare una base su cui lavorare. Vedo un futuro incerto ma lo vedo con ottimismo.

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