Forum Automotive 2020: confronto online
sulle prospettive di un settore in piena crisi

Dalla certezza del baratro economico scavato dal coronavirus alle prospettive e alle proposte per la ripartenza del settore automotive. È all'interno di questi confini che si è svolto, ovviamente online, il Forum Automotive edizione 2020: una carrellata sulle prospettive del comparto che in pochi mesi ha lasciato sul terreno i progressi compiuti negli ultimi 10 anni.

Ai dati implacabili sulle vendite degli ultimi mesi, si sommano prospettive terrificanti. Secondo uno studio di AlixPartners, i volumi globali delle vendite dei veicoli precipiteranno a 63-69 milioni di unità nel 2020, con una contrazione fra il 28 e il 23 per cento. E a render ancor più fosche le tinte, le incertezze dello scenario sanitario, delle scelte politiche e degli stimoli economici all'industria.

Secondo lo studio l'Europa perderà circa il 25 per cento delle vendite, gli Usa il 30 per cento mentre la Cina si fermerà all'11 per cento. Il mercato italiano sarà tra i più colpiti del Vecchio Continente, con una contrazione di circa il 30 per cento che significa la riduzione a 1,4 milioni di autoveicoli immatricolati a fronte dei due dello scorso anno.

A gran voce i rappresentati delle varie anime dell'automotive hanno chiesto norme certe e un sostegno tangibile alla filiera: da Michele Crisci (presidente Unrae), che auspica sostegno e rilancio da parte del governo ai 4-5 settori fondamentali per l'economia per accorciare il gap e suggerisce l'utilizzo di strumenti fiscali, come l'abbattimento dell'Iva sulle auto aziendali, a Adolfo De Stefani Cosentino (presidente di Federauto) che nel rilevare le difficoltà dei concessionari italiani invita tutte le associazioni del settore ad "alzare la voce in coro"; fino a Paolo Scudieri (presidente Anfia) che vede nella deburocratizzazione e nel concerto con l'Europa gli strumenti fondamentali per la ripresa.



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