Problemi con il computer di bordo: chiesto
il richiamo di 158mila modelli Tesla

In un periodo in cui, a causa della pandemia da Covid-19, il mercato dell'auto, così come altri settori industriali, attraversa una delle sue crisi produttive più drammatiche, ci mancavano anche i richiami per difetti di costruzione. A incappare in questa ulteriore difficoltà, come se già non bastassero quelle prodotte dal coronavirus, è uno dei marchi simboli dell'innovazione tecnologica e di quello che potrà essere l'automotive del futuro, ovvero Tesla.

L'agenzia americana per la sicurezza stradale Nhtsa (National Highway Traffic Safety Administration) ha chiesto infatti alla casa automobilistica guidata dall'imprenditore Elon Musk, di richiamare 158mila modelli negli Stati Uniti per una questione di sicurezza legata all'esaurimento della memoria nel computer di bordo, in particolare nel sistema di infotainment.

Le auto interessate sono le berline Model S prodotte tra il 2012 e il 2018 e i suv da città Model X prodotti dal 2016 al 2018, secondo una lettera inviata al produttore di veicoli elettrici. Il regolatore afferma che la sua indagine "ha concluso che nei modelli esaminati esiste un difetto relativo alla sicurezza". La memoria dei computer di bordo, in particolare il sistema di infotainment (Mcu), ha un ciclo di vita limitato, il che significa che questo sistema potrebbe non funzionare più correttamente dopo un certo numero di programmi. Questo problema può anche causare l'eliminazione dei cicli di memoria.

"Durante un guasto dell'Mcu lo schermo diventa nero e la telecamera di visione posteriore, anch'essa una telecamera di sicurezza, non è più disponibile per il conducente. Se l'immagine non è più disponibile, aumenta il rischio di incidenti, che possono potenzialmente portare a lesioni o addirittura alla morte", spiega l'Nhtsa. Tra l'altro, questo problema, avverte il regolatore, può anche interessare il pilota automatico, l'assistenza alla guida montata sulle auto Tesla.



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